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Chi vuole
liberarsi dai grandi circuiti intasati dal traffico e inquinati
dalla rumorosità, dal caldo
afoso della pianura, dalla uniformità e dai ritmi convulsi della
città, trova sul Subappennino Dauno l'atmosfera
incantata dei suoi paesaggi, la
bellezza serena delle sue contrade, la frescura, il verde e il
silenzio delle sue valli e dei suoi monti. Vi trova anche gente
modesta, discreta, laboriosa, gentile ed ospitale, pronta ad
assecondare i richiami alla quiete, al riposo e alla buona
cucina. A confine con
stirpi diverse, dalla irpina alla lucana, dall'Appula, alla
sannitica e alla molisana, la buona gente del Subappennino si
offre al turista come parte integrante della sua terra. Il
calore e il colore di questa gente sono filtrati da una storia
di antiche tradizioni in cui riti, credenze, superstizioni,
costume, folclore hanno rappresentato l'impasto di una civiltà
fatta di valori essenziali, e in cui gli stessi vernacoli, senza
dire delle origini provenzali della lingua di Celle e Faeto o
delle origini albanesi della lingua di Casalvecchio, conservano
un sapore incontaminato dai tempi.
Sul Subappennino orientale, che si affaccia verso il Fortore, e
sul Subappennino meridionale, che sale a sinistra del Cervaro,
possiamo tracciare degli itinerari turistici alla scoperta di
laghi, di cime montagnose, di boschi, di valli, di vivai
forestali e di aree da pic-nic.
Le
verdi vallate che accompagnano l'Appennino nel suo digrado verso
la piana sono state teatro di vicende importanti: delle
battaglie di Pirro, forse
della stessa gigantesca battaglia di Canne, che uno storico
locale ha localizzato nei paraggi di Castelluccio Valmaggiore.
Il Subappennino Dauno è ricco di bellezze naturali e
paesaggistiche, ma anche di storia e di memorie. Non per caso la
sua "capitale", Lucera è forse la città più bella della
Capitanata ed è certo quella più carica di passato: basti
pensare all'Anfiteatro romano (I sec. a.C.), alla Fortezza Sveva,
al suo bellissimo Duomo Gotico. Ma la zona merita più di una sosta:
ammesso che si vogliano tralasciare i piaceri di una passeggiata
nei boschi che circondano l'invaso artificiale di Occhito, non
si può trascurare Pietra Montecorvino con il suo bellissimo
quartiere di Terravecchia, nè la splendida Cattedrale di Troia
con il suo celebre rosone, o il caratteristico
Castello di Sant'Agata.
In generale il Subappennino
Dauno è indicato per chiunque voglia coniugare aria buona, bei
paesaggi e tesori d'arte e di storia. Ed anche a chi è convinto
che a tavola non si invecchi. Sono davvero tanti i luoghi nei
quali mangerete cose genuine e saporitissime. Attenzione, però,
a non dimenticare a casa l'appetito: le porzioni non sono da
nouvelle cuisine!
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