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Il progetto

   

1. Una strategia Europea per l'occupazione  
2. I nove Settori tematici di Equal  

3. L'entità operativa di Base

4. A.T.S. - Equal  S.A.R.A.
5. L'obiettivo centrale
6. Articolazione del progetto
7. Descrizione dell'intervento
8. Fasi del Progetto  
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EQUAL: UNA STRATEGIA EUROPEA PER L’OCCUPAZIONE

 

L’iniziativa comunitaria EQUAL è nata per consentire la sperimentazione di nuove pratiche di lotta contro le discriminazioni e le diseguaglianze di cui possono essere vittime sia i lavoratori sia le persone in cerca di lavoro.

L’iniziativa finanziata dal Fondo Sociale Europeo è finalizzata alla sperimentazione di nuove idee che siano in grado di modificare le politiche e le prassi future nel campo dell’occupazione e della formazione.

L’unione Europea, per l’intero periodo 2000- 2006, attraverso il Fondo Sociale Europeo, sosterrà, finanziariamente,  tutte quelle progettualità che intendono ricercare e mettere alla prova nuovi mezzi per affrontare i problemi di discriminazione e di disuguaglianza individuati in una zona geografica o in un settore, all’interno dei quali operano le Partnership di Sviluppo.

Una Partnership di Sviluppo è un’associazione temporanea di scopo tra soggetti diversi, enti locali, associazioni, imprese, parti sociali, organizzazioni no profit, espressione di un dato territorio o di un dato settore economico, che vogliono unire le loro diverse esperienze e le loro competenze per realizzare una progettualità di sviluppo socio - economico

 
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I NOVE SETTORI TEMATICI DI EQUAL.

 

La commissione Europea ha fissato, in consultazione con il Parlamento Europeo, gli Stati menbri, e le parti sociali, nove temi sui quali le Partnership di sviluppo potevano presentare le loro proposte progettuali.

Occupabilità:

1 agevolare l’accesso al mercato del lavoro;

2 lottare contro il razzismo e la xenofobia.

Imprenditorialità:

3 aprire a tutti il processo di creazione d’impresa;

4 rafforzare l’economia sociale (terzo settore), concentrandosi sul miglioramento della qualità dei posti di lavoro.

Adattabilità:

5 promuovere la formazione professionale permanente e le prassi integratici;

6 favorire la capacità di adattamento delle imprese e dei lavoratori dipendenti ai cambiamenti economici strutturali nonché, l’utilizzazione delle tecnologie dell’informazione.

Pari opportunità fra uomini e donne:

7 conciliare la vita familiare con la vita professionale e favorire la reintegrazione degli uomini e delle donne che hanno lasciato il mercato del lavoro;

8 ridurre i divari e la segregazione professionale tra gli uomini e le donne;

Richiedenti asilo:

9 favorire l’integrazione dei richiedenti asilo.

 
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L’ENTITA’ OPERATIVA DI BASE DELL’INIZIATIVA EQUAL.

 

L’Iniziativa Equal intende riunire gli attori chiave di un territorio o di un dato settore in una Partnership che diventerà l’entità operativa di base dell’iniziativa Equal.

Una Partnership di Sviluppo deve essere costituita da soggetti diversi, quali gli enti locali e regionali, le organizzazioni non governative, le imprese, in particolare le PMI, le parti sociali. Le partnership possono essere di due tipi:

le geografiche che riuniscono gli attori chiave di una data zona geografica come una città, un’area rurale, una collettività locale o un bacino d’impiego;

le settoriali che si concentrano su una determinata industria o settore economico, o sulle cause di discriminazione nei confronti di gruppi particolari.

In entrambi i casi, le partnership di sviluppo si devono impegnare a perseguire uno scopo comune, coniugando i loro sforzi per trovare soluzioni innovative a problemi particolari da essi individuati. La loro collaborazione di basa su un accordo e su un piano d’azione formale.

COOPERAZIONE TRANSNAZIONALE

Tutte le Partnership di Sviluppo devono avere almeno un partner di un altro Stato Membro che nella maggior parte dei casi è un’altra P. S. finanziata da Equal e possono cooperare con i loro omologhi esterni all’Unione. La collaborazione con gli atri Paesi è stata ritenuta indispensabile e, quindi, obbligatoria anche in Equal; solo in questo modo, si favorisce lo scambio di esperienze tra i diversi paesi Europei e la produzione di nuove idee progetto, frutto della collaborazione tra diverse realtà geografiche. 

INNOVAZIONE

Equal intende sostenere metodi innovativi che possono essere collegati sia ad un nuovo approccio ai problemi individuati dalle P.S. che al solo trasferimento di elementi provenienti da altre esperienze.

DIFFUSIONE E INTEGRAZIONE

Tutte le esperienze acquisite e i risultati ottenuti devono essere condivise da coloro che né trarranno più profitto, in particolare i responsabili politici, le parti sociali e i membri delle altre partnership.

 
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A.T.S - EQUAL S.A.R.A

 

La partnership di sviluppo  S.A.R.A è un’Associazione Temporanea di Scopo su base geografica costituita dai principali attori chiave del SubAppennino Dauno. Come prevede il programma d’Iniziativa Comunitaria EQUAL, sono presenti soggetti diversi, uniti insieme per raggiungere uno scopo, che per quest’associazione è: la riqualificazione delle produzioni agroalimentari del Subappennino Dauno.

Fanno parte dell’ A.T.S i seguenti soggetti:

Enti locali: Lucera, Alberona, Anzano di Puglia, Biccari, Bovino, Candela, Casalvecchio di Puglia, Castelluccio Valmaggiore, Castelnuovo della Daunia, Celenza Valfortore, Deliceto, Orsara di Puglia, Troia, Faeto, Pietramontecorvino.

Associazioni di categoria ed enti no profit: CONFAPI (Foggia), C.G.I.L, (Foggia), APO-CNO (Foggia), APROL (Foggia), APO-UNASCO (Foggia), ANFASS (Foggia), UPAC.

Società consortili e imprese: Prospettiva SubAppennino S.C.p.A., COAS- Confartiginato, SOGES S.p.A..

 
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L’OBIETTIVO CENTRALE.

 

Lo scopo finale dell’ A.T.S Equal S.A.R.A è il rilancio e la riqualificazione delle produzioni agroalimentari dell’area del SubAppennino dauno. Lo strumento individuato per raggiungere lo scopo è la realizzazione di un sistema integrato, utilizzando le nuove tecncologie dell’informazione, tra enti locali, imprese, e associazioni di categoria, per:

sviluppare nuove competenze professionali e rafforzare le professionalità esistenti;

sostenere le piccole imprese nella gestione dei processi di cambiamento in un ottica di di rete e di network.

Il network avrà i compito di acquisire i dati dal mercato e di agevolarne l’accesso alle aziende, di facilitare lo scambio dei fattori produttivi, di favorire le interrelazioni tra le aziende all’interno del network al fine di proporre un’immagine unica del territorio, dove i singoli prodotti sono i componenti di un offerta globale.

 
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ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO

 

Il progetto si articola in tre macrofasi:

la prima di sensibilizzazione e di analisi del contesto produttivo locale per una piena adesione dei contenuti progettuali e per l’identificazione delle filiere di riferimento che saranno, successivamente, al centro delle azioni previste dal progetto;

la seconda fase di definizione dei modelli e di realizzazione della rete e del centro servizi: durante questa fase, si metteranno a punto i modelli di formazione continua da adottare nei confronti di un gruppo di imprese che sono state selezionate in precedenza e si realizzerà una rete informatica tra tutti i partner e l’avvio di un centro servizi per il sostegno tecnico al sistema filiera definito per il territorio;

la terza fase di realizzazione e di sperimentazione del laboratorio formativo per sperimentare il modello di formazione continua e l’avvio del network di filiera.

 
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CARATTERISTICHE STRUTTURALI DELL’AREA TERRITORIALE DI RIFERIMENTO.

 

L’area geografica di riferimento si trova nella parte nord - occidentale della provincia di Foggia e comprende tutti i comuni della zona appenninica che rappresentano un’area omogenea da un punto di vista geo -  morfologico e socio- economico.

L’area individuata se rapportata all’intera provincia presenta forti problemi di emarginazione economica e sociale che contribuiscono ad accrescere il tasso di emigrazione e di spopolamento dei comuni. L’economia è prevalentemente agricola di tipo estensivo con una forte presenza di colture cerealicole, in particolare frumento duro, accanto a limitate produzione ortive realizzate, esclusivamente, nelle zone pianeggianti e, come colture arboree, alla coltivazione dell’olivo e in misura più ridotta della vite. La buona presenza dei pascoli e dei boschi, in particolare di latifoglie, può offrire buone possibilità di sviluppo per l’allevamento caprino, ovino e suino da attuarsi con sistemi di allevamento brado e semi-brado.

 
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FASI DEL PROGETTO

 

Fase 1:

1.1       Convegno di promozione del progetto a livello territoriale;

1.2       Indagine sulla struttura sociodemografica dell’area. Analisi del contesto territoriale;

1.3       Studio delle caratteristiche e modalità gestionali (aziendali e di filiera); dell’offerta delle produzioni tipiche locali.

Fase 2:

2.1       Selezione del target di riferimento ed attività di coinvolgimento e sensibilizzazione;

2.2       Check up aziendali;

2.3       Definizione del modello di formazione continua;

2.4       Definizione del modello network;

2.5       Realizzazione di strategie di collegamento in rete;

2.6       Avvio di un centro servizi per il sostegno tecnico al sistema filiera;

2.7       Condivisione del modello con gli attori economici e sociali del territorio;

Fase3:

3.1       Laboratorio Formativo - Sperimentazione del modello di formazione continua sul gruppo pilota;

3.2       Network di filiera - Sperimentazione del modello network;

3.3       Osservatorio Equal - Diffusione dei risultati.

            L’Osservatorio rappresenta un’attività trasversale del progetto che deve svolgere un’importante azione di raccordo con le politiche di sviluppo promosse a vari livelli per il territorio; inoltre ha il compito di svolgere un’intensa e incessante azione di diffusione dei risultati e di trasferimento e condivisione delle esperienze maturate nel corso del progetto

 
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